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Incremento dei pozzi per aumentare la fruibilità dell'acqua potabile per la popolazione

Sono quasi 815.000, secondo un report del MIUR (Ministero dell’Istruzione, dell'Università e della Ricerca), gli alunni e le alunne cittadini di Paesi Terzi presenti nelle classi della scuola primaria e secondaria di primo e secondo grado. Un insieme di studenti che rappresentano circa il 9% del totale della popolazione scolastica. A fronte dell’analisi di questi dati, ad Alessandria è nato un progetto studiato ad hoc per questi giovani studenti e studentesse.

A parlarci di questo progetto, finanziato dal FAMI (Fondo Asilo Migrazione e Integrazione) è Mohamed Ed Derras vice presidente di ICS ONLUS. “Lo scopo principale di ICS”, ci spiega Mohamed, “è quello di costruire progetti di cooperazione internazionale. Abbiamo diversi progetti attivi in Africa e in Asia, ma contemporaneamente ci occupiamo di quelle che sono le problematiche dell’integrazione in Italia. Nello specifico, circa 4 anni fa, si è deciso di investire in percorsi per l’integrazione, soprattutto con particolare attenzione ai bambini”.

Con questo presupposto, nel 2016 ICS ha aderito, insieme alla Regione Piemonte e una fitta rete di scuole primarie e secondarie, ad un bando FAMI con un progetto per implementare le azioni di sostegno e supporto agli alunni stranieri inseriti all’interno della scuola pubblica. La proposta è risultata vincente e dopo un lungo lavoro di coordinamento e organizzazione, hanno preso avvio le azioni specifiche.

“Il progetto è nato quasi per gioco”, ci spiega Mohamed, “l’obiettivo era quello di finanziare un altro progetto, attivo da 4 anni, di ICS che è Mio Fratello Maggiore. Un progetto che coinvolge i ragazzi delle scuole superiori come tutor da affiancare ai ragazzi della scuola elementare, seguendo la pratica della peer education”. Mio Fratello Maggiore è una delle azioni specifiche delle diverse azioni di supporto all’insegnamento della lingua italiana, e all’integrazione degli studenti stranieri, del progetto multiazione realizzato con i fondi FAMI. Il supporto realizzato attraverso la peer education è sicuramente un fattore vincente che da un lato forma e rende più responsabile gli studenti delle scuole secondarie, valorizzando le loro competenze; dall’altro i bambini si sentono più a loro agio nel rapportarsi con un formatore che è anche un amico, modello positivo, di cui fidarsi.

Una seconda azione del progetto, avviatasi lo scorso mese sul territorio di Alessandria ed Asti, prevede l’inserimento, all’interno del personale scolastico, di insegnanti di italiano L2 al fine di supportare l’insegnamento della lingua italiana agli studenti stranieri. “Abbiamo trovato una richiesta molto ampia”, sottolinea Mohamed, “proprio perché c’è carenza, all’interno del personale scolastico, di figure professionali adatte ad insegnare italiano per stranieri”.

tutor per gli alunni stranieri in difficoltà

Un’ulteriore azione, anch’essa già avviata, prevede l’avvio di laboratori specifici che non coinvolgono solo gli studenti stranieri, ma l’intera classe. Lo scopo di questi laboratori è di creare momenti proficui per favorire una reciproca conoscenza tra i bambini stranieri e i bambini italiani.

In fase di attivazione, è l’azione che prevede il coinvolgimento dei genitori. “Abbiamo rilevato”, ci spiega Mohamed, “una certa difficoltà, segnalataci dalla scuola, nel coinvolgere i genitori degli alunni stranieri nelle azioni di formazione, o nel ricreare dei canali di comunicazione”. Da questa criticità si è strutturato un percorso formativo, con il supporto di esperti in formazione e mediatori culturali, che intende coinvolgere i genitori degli alunni stranieri in diversi incontri creati al fine di fornire, ai genitori stessi, degli strumenti necessari per seguire i propri figli nel percorso scolastico.

Un’altra azione, vede coinvolto anche un altro progetto di ICS che è Dire, Cucire, Accudire. Attraverso Dire, Cucire, Accudire vengono formati dei ragazzi richiedenti asilo, francofoni o anglofoni, al fine di essere inseriti nelle scuole per trattare, con gli alunni, un argomento il lingua francese o inglese.

Delle azioni veramente interessanti e innovative quelle proposte in questo progetto. Attività che si spera possano trasformarsi in veri e propri programmi annuali di integrazione e supporto. Un esempio di scuola che riesce a cambiare dal suo interno. Una scuola che riesce a dialogare con le associazioni. Un esempio vincente di lavoro di rete tra pubblico e privato.

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